lunedì 29 maggio 2017

Versione Sud Edition per Hyundai Tucson

Due modelli di grande successo in casa Hyundai si danno la mano per proporsi al pubblico italiano in una veste ancora più ricca di contenuti e dotazioni tecniche. 


Sono Tucson, disponibile ora nella versione top di gamma Sound Edition, e la compatta i20, per la quale arrivano i nuovi allestimenti Blackline e Style.

Versione Sud Edition per Hyundai Tucson
Versione Sud Edition per Hyundai Tucson
Ma partiamo dal nuovo Hyundai Tucson, il Suv medio del brand che in un anno e mezzo di presenza sul mercato italiano ha già conquistato 36 mila clienti, perlopiù orientati verso le versioni di gamma medio-alta.
Ed è proprio per questa ragione che Hyundai ha deciso di lanciare la versione Sound Edition, con impianto audio Kenwood a 9 canali, amplificatore e subwoofer attivo, per migliorare l’esperienza di ascolto a bordo.
La nuova versione si pone al di sopra della XPossible ed è disponibile su tutte le motorizzazioni benzina e diesel di Tucson.
Tanti i tratti distintivi di questa Sound Edition, già a partire dalla carrozzeria, con i gruppi ottici anteriori a LED e i cerchi in lega leggera da 19 pollici, fino al tetto elettrico panoramico.
Allʼinterno spicca il navigatore con schermo touch da 8 pollici. Hyundai Tucson Sound Edition ha di serie il Safety Pack, che include la frenata dʼemergenza automatica, e il Premium Pack con portellone ad azionamento elettrico.
Nella fase di lancio il Suv è offerto a 27.400 euro per la versione 1.7 CRDi da 115 CV e cambio manuale.

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domenica 28 maggio 2017

Look giusto per essere una Damigella perfetta

Ogni ruolo ha un dress code ben preciso, anche quando si tratta di matrimoni. Vi è stato affidato il ruolo di damigella o di testimone? Siete "semplicemente" delle invitate? Se avete qualche dubbio sul look giusto, che vi faccia sentire a vostro agio, date un'occhiata alle proposte da cerimonia firmate ASOS. Abiti lunghi, tute dalle stampe floreali, vestiti e gonne al ginocchio con applicazioni gioiello. E, ovviamente, tanti accessori per completare il look.
Troverete tutto quello che state cercando...http://www.grazia.it/moda/news-moda/look-damigelle-testimoni-invitate-a-nozze-asos

sabato 27 maggio 2017

Gioielli per la primavera/estate2017

Lasciatevi sedurre dalla nostra selezione dal sapore esotico e romantico! Grintosi e ruggenti come gli animali più feroci della foresta. Graziosi e delicati come bouquet floreali. I gioielli che abbiamo scovato su QVC per la Primavera/Estate 2017 attingono alla natura, alla fauna e alla flora, alla foresta e ai loro abitanti: gli animali e i fiori, simbolo di forza l'uno, di dolcezza l'altro. Entrambi protagonisti su anelli contrarié, orecchini a bottone e pendenti, collane e ciondoli, bangle e bracciali. Per la prossima stagione si gioca con il mondo animale per dar vita a un fashion zoo prezioso e magnetico. Lo fa Diamonique con il suo anello a serpente che si avvolge intorno al dito quasi come se strisciasse sinuosamente intorno a esso, con un appeal decisamente seducente. Con Sandra Singh, invece, troviamo l'emblema della potenza: uno charm coccodrillo con tsavorite sugli occhi che rendono il suo sguardo magnetico e prezioso.http://www.grazia.it/moda/news-moda/animali-fiori-gioielli-pe-2017-qvc-trends

venerdì 26 maggio 2017

Les Fantomes d'Ismael: storia di un amore passato

Nel 1950 Jackson Pollock dipinse "Lavander mist", un dipinto tanto enorme quanto caotico, apparentemente indeclinabile. In quel dipinto non sono raffigurati solo degli schizzi di pittura, ma un intero universo profondamente intimo, tanto da meritare l'impronta della mano dell'artista tra le figure.

Come un esercizio di stile, decifrare il quadro di Pollock diventa un po' come decifrare la mente di Ismael (Mathieu Amalric), che ha interrotto il suo percorso di vita nel momento in cui la moglie Carlotta (Marion Cotillard) è sparita senza lasciare alcuna traccia. Regista disilluso con la testa completamente rivolta al passato, Ismael vive vent'anni con addosso il fantasma di un amore di cui non può sotterrare né il corpo né il ricordo, tanto da rimanere visceralmente attaccato a suo suocero, con cui rimpalla ogni dolore. Sylvia (Charlotte Gainsbourg) è la costantemente nascosta compagna del presente, che lo raccoglie claudicante e ubriaco e tenta di farne un uomo nuovo, tornando a farlo camminare in avanti e non indietro; finché il fantasma di Carlotta tornerà a vivere in carne ed ossa tra di loro interrompendo quella quotidianità così ..http://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-les-fantomes-d-ismael-del-film-arnaud-desplechin-33480.html


giovedì 25 maggio 2017

Lo stile Sahara: ultima tendenza moda 2017

Il “Saharan Style” è l’ultima tendenza di moda per questa Estate 2017. Come nel film “Un tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci, vi sentirete protagoniste di un’atmosfera sofisticata da mille e una notte. Per richiamare le dune desertiche, vi basterà indossare accessori con frange fluttuanti, come quelle proposte da Patrizia Pepe sulla mini-bag, oppure semplicemente, per ottenere un effetto batik - arabescato potrete optare sui morbidi pantaloni Trussardi. Piccoli charms doneranno al vostro look quel seducente fascino da Mille e una notte. Capi e accessori dalle linee fluide ed essenziali saranno impreziositi da piccoli elementi orientaleggianti che ammiccano a un guardaroba multietnico e cosmopolita.

Questa estate, la palette cromatica si tingerà di tonalità calde e speziate: corda, sabbia, miglio, orzo, frutto della passione fino al candido total white. Il look sahariano rimanda al fascino di una moderna nomade, camaleontica, in grado di sentirsi a proprio agio, sia all’interno di un grattacielo dal design ultra-moderno di una metropoli verticale, sia sotto le tende chiare dei beduini sorseggiando tè profumati tra palme di dattero in un’oasi di eleganza. Nella gallery troverete capi e accessori che si ispirano alla tendenza estiva 2017 “Saharan Style”.
Un tè nel deserto: http://www.grazia.it/moda/tendenze-moda/tendenza-deserto-sahara-estate-2017

mercoledì 24 maggio 2017

Il ritorno dei Rockets: tecnologia e cuore

Brani cinetici e a presa rapida come Future Woman, One More Mission, Electric Delight, il remake da urlo di On the Road Again, da un vecchio pezzo sudista dei Canned Heat, riempipista dance-psichedelico del '78. 


E Galactica, spensierato inno collettivo del 1980 che valse loro un Telegatto come migliore gruppo straniero in Italia:

Forestieri si fa per dire: benché francesi, è stato nella nostra penisola che i Rockets hanno trovato gloria, tra la fine degli anni settanta e l’alba di quegli ottanta che li estromisero progressivamente dalle scene, loro che ne avevano precorso lo spirito e l’estetica.
Chiedi chi erano i Rockets a un nativo digitale, a un millenial e lui forse non saprebbe risponderti, ma tutti gli altri sì.
Vuoi per avere vissuto direttamente quei tempi festosi, vuoi per averli riscoperti grazie alla storica esibizione di Elio e le Storie Tesenel Sanremo del 1996, quando si presentarono travestiti daRockets dalla testa ai piedi e il successo de La terra dei cachi scaturì, in fondo, anche da quell’intuizione.
Movimenti automatici, rutilanti e robotici; voci filtratissime e uso massiccio del vocoder; testi narranti di tecnologie e memorie a venire; chitarre e bassi a immagine e somiglianza di stelle e icone arcane. Dallo space-rock degli inizi alla fanta-disco del periodo di grazia:
futuribili e avveniristici, il gruppo divenne famoso in mezzo mondo anche e soprattutto per via delle mise argentate e spaziali con cui calcavano i palcoscenici, truccati di tutto punto, apparentemente rasati a zero, sorta di monaci tibetani precipitati da galassie lontane.
I Rockets si formarono a metà degli anni Settanta su impulso del produttore d’oltralpe Claude Lemoine.

La line-up che si cristallizzò a partire dal secondo disco On the road again, che li avrebbe proiettati ai primi posti nelle classifiche di vendita europee, comprendeva Christian Le Bartz (frontman e voce “scenica”, addetto alle strofe metalliche insomma), Gerard L’Her (basso e voce “reale”), Fabrice Quagliotti (tastiere), Alain Maratrat (chitarra) e Alain Groetzinger (batteria).

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martedì 23 maggio 2017

I figli della notte: storia di un diciassettenne nella rigida disciplina di un collegio

Giulio è un diciassettenne di buona famiglia che si ritrova catapultato nell'incubo della solitudine e della rigida disciplina di un collegio per rampolli dell'alta società.

Perché, figlio del compianto compositore Manuel De Sica, per il suo primo lungometraggio cinematografico da regista - dedicato, appunto, al padre - Andrea De Sica sfrutta un'idea legata ai suoi anni del liceo e ad alcune persone che gli hanno segnato la vita. Un'idea che immerge in I figli della notte nella sorta di "prigione dorata" isolata tra le Alpi, nella quale vengono formati i "dirigenti del futuro" e dove internet è imbavagliato, l'utilizzo del telefono viene concesso per mezz'ora al giorno e, soprattutto, nell'apparente accondiscendenza degli adulti si concretizzano violenze e minacce da parte dei ragazzi più "anziani".

Un edificio al cui interno il giovane Giulio riesce a sopravvivere grazie all'amicizia con Edoardo alias Ludovico Succio, altro ospite del posto, insieme al quale inizia oltretutto ad architettare fughe notturne verso un luogo proibito sito nel .....http://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-i-figli-della-notte-del-film-andrea-de-sica-33428.html