domenica 7 maggio 2017

Alien Covenant: un classico della settima arte

Nello spazio nessuno può sentirti urlare. Fu in quel lontano 1979 che, tre anni prima di dedicarsi all'acclamato Blade runner, il cineasta inglese Ridley Scott diresse Alien, rivoluzionario mix di fantascienza e horror sicuramente debitore nei confronti di precedenti pellicole quali Il mostro dell'astronave di Edward L. Cahn e Terrore nello spazio di Mario Bava. Un mix che, oltretutto, stravolse le regole del cinema d'azione introducendo il personaggio dell'eroe femminile Ripley, incarnata da Sigourney Weaver, incentrandosi sull'equipaggio della nave spaziale Nostromo, alle prese con un misterioso, pericoloso essere dalle sembianze crostacee scovato su un pianeta sconosciuto.

Un vero e proprio classico della Settima arte che, rilanciato in sala anche nel 2003 tramite un'edizione speciale rimasterizzata con tecnologia digitale e fornita di sequenze inedite, trasferì nello spazio le stesse atmosfere che si respiravano fino all'epoca, per lo più, nelle pellicole ambientate all'interno di dimore maledette, tempestato come esse di lunghi e claustrofobici corridoi.

Un classico su cui il citato autore de Il gladiatore era già tornato nel 2012 attraverso il lodevole prequel Prometheus, cui fornisce ora una continuazione in Alien: Covenant. Non solo Scott Cerchiamo, però, di andare in ordine, in quanto, al di là del sequel apocrifo Alien 2 sulla Terra, diretto nel 1980 dal nostro Ciro Ippolito, prima che prendessero forma i due antefatti scottiani la saga aveva già provveduto ad evolversi - tra il 1986 e il 1997 - con il..http://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-alien-covenant-terrore-arriva-dallo-spazio-33333.html


Nessun commento: